top of page

That One in the Mirror

  • Immagine del redattore: Ilaria Bucaro
    Ilaria Bucaro
  • 30 nov 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Un Viaggio Attraverso Dancing the Dream


Un Viaggio Attraverso Dancing the Dream” è una dolce passeggiata nel mondo poetico di Michael,

uno spazio tranquillo dove leggo le sue poesie lentamente, con tenerezza, un respiro alla volta.

Qui esploro le immagini, le emozioni e le verità che lui ha lasciato intessute tra le sue righe,

cercando di ascoltare con lo stesso cuore aperto con cui ha scritto.


Ci sono mattine in cui l'anima sussurra dolcemente,

e se siamo abbastanza silenziosi, possiamo sentirla.

Questa poesia mi ha aperto una mattina di questo tipo,

un delicato passaggio nel mondo interiore di Michael,

un luogo pieno di tenerezza, onestà

e un amore così grande che sembra racchiudere il mondo intero nel suo cuore.


Qui inizia il mio viaggio attraverso Dancing the Dream,

e oggi, questo viaggio inizia con “That One in the Mirror”...



Un Sussurro nello Specchio


“Io volevo cambiare il mondo, così un giorno mi sono alzato e mi sono guardato allo specchio.”


Michael inizia con un desiderio che sembra universale,

quell’innocente desiderio di guarire ciò che fa male,

di portare conforto dove c’è dolore.

Ma invece di precipitarsi verso l’esterno, lui guarda dentro di sé.

Il primo passo del cambiamento è il coraggio di affrontare noi stessi.

Chiedersi:“Chi sono io in tutto questo?”


“Non rimane molto tempo… Fa’ qualcosa!”


Lo specchio parla con urgenza.

Mostra le ferite del mondo senza filtri:

i bambini affamati, le nazioni divise,

gli oceani feriti, l’aria che ansima in cerca di respiro.

È un grido che invita all'azione,

una supplica di un riflesso che vede solo la disperazione del mondo.

Michael sente profondamente questa angoscia.

Diventa sua.


“Era tutto un caos, una tragedia, un disastro.”


Il riflesso brucia di rabbia,

e Michael rispecchia quell’emozione.

Perché è questo che fa una grande sensibilità,

assorbe il dolore del pianeta

come se fosse un battito cardiaco che trema nel petto.


La speranza… e la caduta


“C’è tanta buona volontà qui…”


Qui, la luce ritorna.

Michael incontra persone con il cuore pieno di speranza,

anime che vogliono aiutare.

Vede la loro bontà, la loro sincerità.

E lo specchio, per un attimo, crede:

Si potrebbe fare veramente qualcosa, se tutti si impegnassero a fare la propria parte.”

Ma il mondo non sempre si muove alla stessa velocità dei nostri sogni.


“Forse non c’è speranza,” sospirò “Ma io e te sopravviveremo.”


Una tristezza silenziosa si insinua.

Lo specchio diventa egoista, distaccato,

una voce che esprime rassegnazione piuttosto che compassione.

Una voce che separa il “me” dal “loro”.

E qualcosa dentro Michael sa che questo è sbagliato.



La rivelazione: il mondo non è fuori


“E se quello nello specchio non fossi io?”


Questo è il risveglio.

Il momento in cui il velo si solleva.

Michael si rende conto che il freddo riflesso,

colui che vede il dolore del mondo come qualcosa di lontano,

non è il suo vero io.


Perché la sofferenza del mondo

non accade “là fuori” per lui.

La sente dentro di sé,

come se ogni ferita appartenesse al suo stesso cuore.


Un bambino che piange in Etiopia,

un gabbiano che annega immerso nel petrolio,

un gorilla inseguito dai cacciatori,

un giovane soldato terrorizzato…


Queste immagini non sono statistiche per lui.

Sono sensazioni,

echi che gli tremano nel petto.


Michael porta il mondo dentro di sé,

il suo dolore e la sua tenerezza.


L’illusione si dissolve


“Il riflesso stava cominciando a sbiadire.”


Il sé speculare comincia a scomparire.

Perché era solo un'immagine,

un guscio, un confine,

una falsa separazione.


Michael scopre una verità più profonda:


“Io non sono così separato e spaventato.”


La vita stessa diventa fonte di guarigione.

L'amore diventa la medicina.

E il mondo diventa una casa

dove nulla è al di fuori di lui.


La tenera conversazione con se stessi


“Oh, amico mio… credi che i problemi possano essere risolti senza amore?”


Questo è il mio momento preferito della poesia,

quando Michael parla al suo riflesso

come a un amico gentile,

non come a un nemico.


Potremmo essere più pacifici,

più amorevoli,

più onesti gli uni con gli altri,


Invita all'onestà.

Invita all'amore.

Invita alla vicinanza.


Chiede al sé riflesso nello specchio di attenuarsi,

di fidarsi,

di camminare al suo fianco.


E poi, l'invito che sembra un battito:


“Sento che sta per iniziare una danza. Vieni.”


È il modo di Michael per dire:

“Muoviamoci insieme. Torniamo ad essere una cosa sola.”

La guarigione inizia nell'unità.



L'amore come percorso di cambiamento


“Basterebbe questo per cambiare il mondo? Penso di sì.”


Una timida speranza.

Una fede umile.

Ma al contempo una fede abbastanza forte da smuovere le montagne.


“Madre Terra vuole la nostra felicità…”


Michael trasforma il pianeta in una madre,

calorosa, amorevole,

che desidera la nostra gioia tanto quanto noi desideriamo la sua guarigione.


Lei non ha bisogno di guerrieri spaventati,

ma di bambini coraggiosi,

un coraggio che nasce dalla connessione.


“Quando l’immagine allo specchio sarà piena di amore… non ci sarà spazio per la paura.”


La paura si dissolve nell'abbraccio dell'amore.

E i cuori separati tornano ad essere un tutt'uno.


Il mondo dentro il cuore


“Quando divento consapevole di essere figlio della terra non mi sento mai solo.”


Qui,Michael raggiunge uno stato di chiarezza spirituale.

Lui appartiene a questo luogo.

È accolto.

È parte di tutto ciò che vive.


“Tutte le cose viventi sono in me.”


I bambini con il loro dolore.

L'oceano gonfio di gioia.

Gli animali che tremano di paura,

e gli animali che saltano di gioia.


Tutto ciò che è vivo batte dentro di lui.

Dentro di noi.


Questa è la sua preghiera.

La sua verità.

Il suo modo di vedere il mondo.



Il finale: la promessa di un domani migliore


“Ogni giorno tocco lo specchio e sussurro, ‘Oh, amico… sento una danza. Vuoi essere il mio partner?’”


La poesia si chiude con tenerezza.

Ogni giorno inizia con un gesto d'amore,

una riconciliazione,

un ricongiungimento

tra il sé e il sé.


La promessa di camminare con onestà,

di essere gentili con le parti di noi che hanno paura,

di scegliere l'amore ancora e ancora.


E in quella scelta silenziosa,

il mondo inizia a guarire...


Quando ho finito di leggere questa poesia,

mi è sembrato che Michael mi avesse preso la mano

e mi avesse sussurrato la stessa domanda che pone al suo riflesso:


“Vuoi ballare con me?”


E penso che questo sia il cuore di quest‘opera.

Una danza, non con la perfezione, non con la certezza,

ma con onestà, tenerezza e amore.

Una danza con il mondo dentro di noi.

Una danza con la vita.

Una danza con lui.



Scrivere questa analisi mi ha ricordato che il vero cambiamento inizia nei luoghi tranquilli,

nel modo in cui parliamo a noi stessi,

nel modo in cui scegliamo l'amore al posto della paura.


Grazie per camminare con me tra queste righe.

Questo è solo l'inizio di Un Viaggio Attraverso Dancing the Dream,

e sono entusiasta di continuare ad esplorare le sue poesie,

un battito di cuore alla volta.


Con tutto il mio cuore,

Daniela 🌻


Un ringraziamento speciale alla mia cara Ilaria, la cui impeccabile traduzione in italiano è colma di amore, cura e dedizione.

Grazie per il tuo sostegno incondizionato e per la tua amicizia, significano più di quanto le parole possano dire.


E alla meravigliosa anima dietro l’account Instagram @mjj.edit58, grazie per queste immagini mozzafiato, per la loro bellezza e qualità, e per essere un amico la cui presenza è come una boccata d’aria fresca.

Seguitelo per contenuti ispiratori e di alta qualità.


E a te, caro lettore…

grazie per aver dedicato il tuo tempo a essere qui, per camminare con me su questo sentiero e per l’amore che porti in questo piccolo angolo del mondo.















 
 
 

Commenti


bottom of page